1. Una landing page dedicata al catalogo
Abbiamo realizzato una landing page pensata specificamente per il download del catalogo.
La pagina trasformava un materiale già centrale nel processo di scelta in uno strumento di lead generation: per consultarlo, l’utente lasciava i propri dati ed entrava in un percorso di comunicazione progettato per far evolvere l’interesse iniziale.
2. La segmentazione iniziava dal form
Nel modulo di contatto abbiamo inserito una domanda fondamentale: “Qual è il tuo ruolo?”.
L’utente poteva identificarsi come:
- privato;
- architetto o progettista;
- impresa.
Questa informazione permetteva di segmentare i contatti fin dal momento dell’acquisizione, evitando una comunicazione indistinta e rendendo più efficace anche il lavoro del reparto commerciale.
3. Percorsi di nurturing differenziati
Dopo il download del catalogo, privati e professionisti entravano in flussi email differenti.
Contenuti, argomentazioni e call to action venivano adattati al profilo del destinatario. L’obiettivo era accompagnare gradualmente il contatto verso il passaggio successivo: richiedere una consulenza oppure fissare un appuntamento in showroom.
Le imprese seguivano invece un percorso diverso. Considerata la natura e la potenziale urgenza della richiesta, il lead veniva segnalato immediatamente al reparto commerciale per una presa in carico diretta.
4. Il blog è diventato un asset di acquisizione
Il sito disponeva già di articoli capaci di intercettare traffico qualificato. Non era necessario ripartire da una nuova strategia editoriale: bisognava valorizzare ciò che stava già funzionando.
Abbiamo individuato i contenuti con le performance migliori e inserito al loro interno breaker, banner e call to action verso:
- il download delle guide;
- il catalogo;
- la richiesta di preventivo.
Il nostro intervento non ha riguardato il posizionamento organico o la produzione di nuovi contenuti. Abbiamo lavorato sulla capacità degli articoli esistenti di accompagnare il lettore dalla fase di approfondimento a quella di contatto.
Il blog è stato valorizzato su due fronti.
Da una parte, i nuovi elementi di conversione hanno permesso di trasformare in lead una quota del traffico organico già presente sul sito.
Dall’altra, abbiamo testato gli articoli migliori anche come destinazione delle campagne paid. La maggior parte degli annunci continuava a indirizzare gli utenti verso la landing page dedicata al catalogo, ma alcuni test portavano direttamente ai contenuti editoriali più rilevanti.
Questa scelta permetteva agli utenti di entrare in contatto con l’azienda attraverso un contenuto utile, approfondire il tema e incontrare le call to action all’interno dell’articolo. I test hanno prodotto risultati molto positivi, confermando che, per alcuni pubblici e messaggi, il contenuto poteva rappresentare un punto di ingresso efficace quanto una pagina esplicitamente commerciale.
In questo modo, gli articoli non hanno soltanto convertito meglio il traffico organico: sono diventati veri asset di performance, capaci di generare valore anche attraverso l’advertising.